L'Afghanistan non è un posto ideale per nascere, né per crescere, soprattutto se sei hazaro e quindi perseguitato sia dai talebani sia dai pashtun e se qualcuno reclama la tua vita a risarcimento di un debito paterno.
Così, un giorno,
tua mdre ti porta in Pakistan, ti accarezza
i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene (tre cose: non rubare, niente droghe e niente armi) e ti lascia solo.
Qui inizia il drammatico viaggio che ti porterà in Italia passando per
l'Iran, la Turchia e la Grecia. Un viaggio nella miseria e nella nobiltà del mondo.
Un bel libro, veloce e interessante. Ovviamente di attualità.
Fabio Geda è nato nel 1972 a Torino, dove vive. Dopo una laurea in Scienze della comunicazione, ha deciso di occuparsi di disagio minorile e così, per un decennio, ha lavorato come educatore per i servizi sociali. Un'esperienza che ha, in qualche modo, riversato nella sua produzione letteraria, sebbene questa non sia mai direttamente autobiografica.
Nel 2007 ha esordito con Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (Instar), Il romanzo ha avuto grande successo di pubblico e critica ed è stato tradotto in Francia, in Germania e in Romania aggiudicandosi diversi premi.
Nel 2008 ha pubbloicato L'esatta sequenza dei gesti, vincitore del Premio Grinzane Cavour e del Premio dei Lettori di Lucca.
La consacrazione è arrivata però nel 2010, con Nel mare ci sono i coccodrilli (Baldini Castoldi e Dalai): 300 mila copie vendute, tradotto in trentadue paesi.


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