Più che bellissimo è interessantissimo il libro di Hyeonseo Lee, la ragazza dai sette nomi, che ha abbandonato il suo Paese, la Corea del Nord, per raggiungere dei lontani parenti in Cina. Il racconto, autobiografico, è soprattutto la storia dei 12 anni che le ci vogliono prima di riuscire a riabbracciare la madre e il fratello.
Figlia di genitori benestanti, Hyeonseo Lee era cresciuta pensando che la Corea del Nord fosse il miglior posto del mondo. Ma poi la carestia negli anni Novanta la spinge a rifugiarsi in Cina, che poi è appena oltre il fiume dietro casa.
Le autorità nordcoreane non perdonano le fughe e per Hyeonseo comincia così la clandestinità in Cina (che collabora con Corea del Nord e riconsegna gli espatriati) con false identità e peripezie di ogni tipo. Poi dalla Cina passa alla Corea del Sud, dove chiede asilo ma dove la vita non si rivela poi così facile per "fratelli" nel Nord.
Uno splendido viaggio in Paesi dei quali si sa poco, e il punto di vista di una cittadina "vera" è forse più illuminante di quella del solito giornalista. Assolutamente da leggere.

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