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giovedì 27 agosto 2015

La ragazza dai sette nomi***


Più che bellissimo è interessantissimo il libro di Hyeonseo Lee, la ragazza dai sette nomi, che ha abbandonato il suo Paese, la Corea del Nord, per raggiungere dei lontani parenti in Cina. Il racconto, autobiografico, è soprattutto la storia dei 12 anni che le ci vogliono prima di riuscire a riabbracciare la madre e il fratello. 
Figlia di genitori benestanti, Hyeonseo Lee era cresciuta pensando che la Corea del Nord fosse il miglior posto del mondo. Ma poi la carestia negli anni Novanta la spinge a rifugiarsi in Cina, che poi è appena oltre il fiume dietro casa. 
Le autorità nordcoreane non perdonano le fughe e per Hyeonseo comincia così la clandestinità in Cina (che collabora con Corea del Nord e riconsegna gli espatriati) con false identità e peripezie di ogni tipo. Poi dalla Cina passa alla Corea del Sud, dove chiede asilo ma dove la vita non si rivela poi così facile per "fratelli" nel Nord.
Uno splendido viaggio in Paesi dei quali si sa poco, e il punto di vista di una cittadina "vera" è forse più illuminante di quella del solito giornalista. Assolutamente da leggere.

lunedì 15 settembre 2014

I celebri casi del giudice Dee*


Opera di un anonimo cinese del XVIII secolo, I celebri casi del giudice Dee racconta è un giallo modernissimo che si legge con grande piacere. Nulla da invidiare ai grandi autori dei nostri tempi e ai celebri degli anni passati. Racconta i casi dei magistrati distrettuali, una tradizione letteraria che si sviluppò in Cina molti anni prima che gli scrittori occidentali si cimentassero con il genere poliziesco.
Funzionario considerato quale "padre e madre del popolo", ma anche detective con l'incarico di condurre le indagini, il giudice Dee, da poco assegnato al distretto di Chang-ping, affronta tre casi all'apparenza senza soluzione: un doppio omicidio nell'ambiente dei mercanti della seta, l'apparizione di uno spettro che chiede giustizia e l'avvelenamento di una sposa durante la prima notte di nozze. Le sue raffinate capacità deduttive e il suo pratico senso della giustizia avranno infine la meglio su inganni e superstizioni.

Robert van Gulik (Olanda, 1910-1967), nel corso dei suoi studi sulla civiltà cinese, ha scoperto questo romanzo, lo tradotto in inglese e lo h pubblicato in Giappone nel 1949 con un'introduzione e una serie di note che si rivelano un prezioso strumento per la conoscenza del sistema giudiziario cinese.


venerdì 30 dicembre 2011

Cigni selvatici. Tre figlie della Cina ***




Difficile capire qualcosa della Cina. Un piccolo aiuto può venire da un bellissimo romanzo autobiografico della scrittrice cinese Jung Chang. Racconta la vera storia di «tre figlie della Cina», cioè le vicissitudini della nonna di Jung Chang, della madre e dell'autrice stessa, le cui avventure, esperienze di vita hanno come sfondo gli anni delle invasioni giapponesi, la guerra civile, la rivoluzione maoista. Insomma, la Cina dal 1920 al 1980, con tutte le sue illusioni, delusioni, persecuzioni.

Si intravede un quadro politico comunista dei tempi di Mao Zedong ben diverso da quello che conosciamo noi occidentali, descritto da chi è nato quando ancora era di moda la fasciatura dei piedi e poi ha vissuto nella clandestinità del nuovo Partito Comunista Cinese, nel Grande Balzo in Avanti (ve lo ricordate?), nella tragedia della Rivoluzione Culturale.

L'editore ci ricorda che il libro è stato la prima opera dell'autrice, ed uno dei casi letterari più clamorosi degli ultimi decenni: tradotto in ventisei lingue, ne sono state vendute oltre otto milioni di copie in tutto il mondo, e ha vinto il premio Book of the Year per il 1993.

Un libro emozionante e piacevolissimo che stimola infinite riflessioni sulla "Nazione di mezzo" e sulla sua cultura. Assolutamente da leggere.